
Quasi quasi mi ci faccio consolare da questa città.
Quasi quasi mi lascio andare.
Mi lascio abbracciare da questa festa, cullare da questa luna con la sua striscia di nuvole.
Stasera sono rimasta bloccata per più di 2 ore nel bagno della stanza. Senza aria e, a tratti, senza luce, per evitare che la ventola coprisse le mie richieste d’aiuto. Inutili. Mi sono liberata da sola con un campioncino di profumo. La porta si è aperta e io grondavo di sudore..potrei scrivere un libro su quel momento.. Ora sono un pò rintronata. Non ho fatto molti gesti. Mi fanno male tutte le ossa e il fianco destro che sbattevo contro la porta.
E allora penso a tante cose, mi sono venute in mente tante cose, situazioni.
Trappole.
Libertà.
Ora sono libera di guardare questa luna splendida, guardare i tetti di Napoli. Si sentono risa e allegria e anche botti. L’Italia vince. Io sempre straniera con il cuore rigido in questa città senza misure. Ora no. Ora mi lascio andare alla sua vita, ai suoi suoni. Apro il cuore alle sue pulsazioni. Stasera non sono più estranea.
Stasera questa libertà me la godo e mi ci ubriaco.
Sempre e per sempre lotterò per non farla andare via.
Occhio nero