sangue ancora Settembre 19, 2008
Al Duomo aspettano il “miracolo” del sangue..
e intanto ancora sangue nella nostra terra…
Quella di ieri mi ha fatto ORRORE più di tutto..
Fra tutte, quella transitiva è la più carina Settembre 13, 2008
E’ notte fonda e io gironzolo ancora per casa, quindi, perdonate la punteggiatura selvaggia e confusa! Ho perso il sonno, “oscillo al canto” di Paolo Conte (mannaggia, per una vocale!), musica che mi ha regalato il mio amico Mario in questo bel pomeriggio. Brindisi cioccolatoso, abbiamo “transitato” o “transitivitato” a lungo per le vie del centro. Dolce omaggio quello dell’amico Mario, dolce gesto. Mancava il medio proporzionale, ma era con noi. E’ lui, che poi è il mio altro occhio, quello blu, che ha fatto da ponte a quest’esplosione felice di proprietà transitiva. A è amico di B, B è amico di C, allora A è amico di C. Facile no? E allora buona musica a tutti, buoni incontri a tutti, buona proprietà transitiva a tutti! In questo periodo va avanti rapida, anzi che dico, stravolge tutto e tutti, incroci sui blog, contatti miscelati, Porta Vagnu e Caproni, aforismi di Ceronetti e Aristotele, “il caffè è appena arrivato” e Bergonzoni. Scivola nel brillante diario in nero di una molenskine e galoppa a gran velocità, da Roma, spettacolo di cabaret a Trastevere e Trivial Pursuit in serate leggere e spensierate, al concerto di Stefano Bollani, da Londra alla Sardegna passando per Creta, con il magico trio “musone”, e sosta a Saragozza, da Genova, miele, pandolce e cachimela, a Pevugia (con la evve moscia), da feste con antichisti e fimmisti insieme, a tutte le chiacchere in tutti gli autobus del mondo. Evviva Angelino, Evviva la Sita, Evviva la Vita!
Epicari Settembre 7, 2008
Non so nemmeno io come mi sia venuto in mente questa notte. Avrei voluto scrivere un post sulla Sardegna, terra del cuore, o sulla “prigione eterna di Asterione”, Creta. E invece, a distanza di anni, mi è venuta in mente lei, Epicari. E così ho cercato in fretta i versi. Li ho trovati. E’ stato emozionante rileggerli. Per lei, per Epicari, ma anche perchè mi sono rimbombate nella testa le parole del caro Professor Pasquale Cervo, quando ce li leggeva, con gli occhi azzurri, piccoli e commossi.
Tacito, Annales, Liber XV, 57
La fine di Epicari
E nel frattempo Nerone, quando si ricordò che Epicari veniva tenuta in prigione per l’accusa di Valerio Proculo e pensò che il corpo di una donna non sapesse sopportare bene il dolore, ordinò di torturarla. Ma nè le percosse, nè i ferri roventi, nè l’ira dei torturatori, che si incrudelivano ancor di più, per non essere disprezzati da una donna, riuscirono a convincerla a smettere di negare le accuse che le venivano rivolte. così il primo giorno di interrogatorio passò senza risultati. Il giorno dopo, mentre veniva portata su una portantina- infatti non era in grado di reggersi in piedi, con gli arti spezzati – alle solite torture, mise il collo dentro il cerchio della fascia che si era levata dal petto, dopo averlo stretto come un laccio alla spalliera della sedia e, sforzandosi col peso del corpo con quel poco di vita che le rimaneva, morì, proteggendo, lei, donna schiava affrancata, con un esempio davvero illustre in una situazione così importante, uomini estranei e pressochè sconosciuti, mentre uomini liberi, cavalieri e senatori romani, non ancora toccati dalle torture, tradivano ciascuno i propri parenti più cari.
Testo originale
LVII. Atque interim Nero recordatus Volusii Proculi indicio Epicharin attineri ratusque muliebre corpus impar dolori tormentis dilacemri iubet. At illam non uerbera, non ignes, non ira eo acrius torquentium ne a femina spemerentur, peruicere quin obiecta denegaret. Sic primus quaestionis dies contemptus. Postero cum ad eosdem cruciatus retraheretur gestamine sellae ( nam dissolutis membris insistere nequibat ), uinclo fasciae, quam pectori detraxerat, in modum laquei ad arcum sellae restricto indidit ceruicem et corporis pondere conisa tenuem iam spiritum expressit, clariore exemplo libertina mulier in tanta necessitate alienos ac prope ignotos protegendo, cum ingenui et uiri et equites Romani senatoresque intacti tormentis carissima suorum quisque pignorum proderent.
I baobab Luglio 10, 2008
Ho trovato riportato in molti blog il pezzo sui baobab da “Il piccolo principe”, e lo riporto qui animata dal sentimento dell’urgenza. I baobab, sono anni che l’occhio blu me li disegna.
Occhio nero
L’ora più solare per me (Alda Merini) Giugno 28, 2008
L’ora più solare per me
quella che più mi prende il corpo
quella che più mi prende la mente
quella che più mi perdona
è quando tu mi parli.
Sciarade infinite,
infiniti enigmi,
una così devastante arsura,
un tremito da far paura
che mi abita il cuore.
Rumore di pelle sul pavimento
come se cadessi sfinita:
da me si diparte la vita
e d’un bianchissimo armento io
pastora senza giudizio
di te amor mio mi prendo il vizio.
Vizio che prende un bambino
vizio che prende l’adolescente
quando l’amore è furente
quando l’amore è divino.
LuNapoli Giugno 18, 2008
Quasi quasi mi ci faccio consolare da questa città.
Quasi quasi mi lascio andare.
Mi lascio abbracciare da questa festa, cullare da questa luna con la sua striscia di nuvole.
Stasera sono rimasta bloccata per più di 2 ore nel bagno della stanza. Senza aria e, a tratti, senza luce, per evitare che la ventola coprisse le mie richieste d’aiuto. Inutili. Mi sono liberata da sola con un campioncino di profumo. La porta si è aperta e io grondavo di sudore..potrei scrivere un libro su quel momento.. Ora sono un pò rintronata. Non ho fatto molti gesti. Mi fanno male tutte le ossa e il fianco destro che sbattevo contro la porta.
E allora penso a tante cose, mi sono venute in mente tante cose, situazioni.
Trappole.
Libertà.
Ora sono libera di guardare questa luna splendida, guardare i tetti di Napoli. Si sentono risa e allegria e anche botti. L’Italia vince. Io sempre straniera con il cuore rigido in questa città senza misure. Ora no. Ora mi lascio andare alla sua vita, ai suoi suoni. Apro il cuore alle sue pulsazioni. Stasera non sono più estranea.
Stasera questa libertà me la godo e mi ci ubriaco.
Sempre e per sempre lotterò per non farla andare via.
Occhio nero
La mia sul caso Travaglio-Schifani-Fazio Maggio 15, 2008
Ho seguito con interesse l’affaire Travaglio-Schifani-Fazio perchè è l’ennesima conferma del cattivo stato in cui versa la nostra democrazia. Volendo usare un eufemismo….
Marco Travaglio (può piacere o meno) è uno dei pochi giornalisti che ha il coraggio di scrivere dei fatti. Di fatti documentati, di notizie vagliate. Le sue fonti molto spesso sono sentenze di tribunale che ha letto, confrontato con altre sentenze. E’ una persona coerente e seria e si batte perchè la verità venga a galla… E’ chiaro che nello scrivere esprime anche delle opinioni, che spesso usa un linguaggio colorito, che le conclusioni che si possono trarre dalla sua raccolta di “dati” non necessariamente corrispondano al vero. Ma è giusto che lui continui a documentare su fatti, che continui a dire :”Carta Canta“! E’ giusto, no? L’Italia è una democrazia, no? La stampa dovrebbe essere libera….
Allora Schifani (e tutto il coro della politica, escluso di Pietro) dice con forza :”Stampa libera sì, ma non diffamatoria”. Bene, giusto. Sono d’accordo. Ma ha diffamato Travaglio? Ha ripetuto in televisione, quello che aveva scritto nel suo libro (tra l’altro invitato in Tv proprio per parlare del suo libro….) e non erano giunte querele. Adesso le querele iniziano a fioccare, la TV di stato costretta a chiedere scusa, minacce di chiusura dei programmi scomodi e via col tango!
Travaglio dice che le frequentazioni mafiose sono state documentate anche da altri (Gomez, Lirio Abbate) ed in primis, da un’inchiesta dell’Espresso risalente al 2002. Perchè adesso tutto questo polverone? Perchè lo si è detto in TV! Perchè si è permesso che questo fatto venisse ascoltato da alcuni milioni di persone…e questo non va bene! I libri, si sa, li leggono in pochi…sui libri si possono scrivere le peggio cose tanto non hanno eco…A tal proposito mi viene in mente un parallelo inquietante. Roberto Saviano ha più volte dichiarato che la camorra l’ha minacciato di morte SOLO perchè il suo libro ha avuto successo…perchè milioni di persone, grazie a lui, hanno preso consapevolezza delle logiche del sistema criminale. Non lo avrebbero minacciato se il libro fosse rimasto anonimo sugli scaffali delle librerie…
Perchè il presidente del Senato non smentisce, non dà la sua versione dei fatti, non motiva quelle frequentazioni? Non sente il dovere di dire fortemente in pubblico: “Le cose sono andate così! E non come dice Travaglio!”. Si preferisce dire che Travaglio ha infangato un uomo…ma vogliamo dare alle parole il loro senso? Vogliamo spiegare cosa significa davvero infangare un uomo? Allora basta far funzionare la memoria e ritrovare un pò di materiale su Youtube. Ecco a voi:
Ecco cosa significa infangare!
Biagi era già morto. Quella di Berlusconi fu una mascalzonata tremenda. Diffamò una persona che non era presente e che non avrebbe potuto difendersi. Una vera schifezza. Perchè Riotta non si è solennemente dissociato il giorno dopo, chiedendo scusa ai telespettatori? Perchè il Presidente della Rai non ha minacciato azioni disciplinari? Perchè? Beh di episodi simili se ne potrebbero citare a iosa…
Invece sappiamo bene come è andata a finire con “che tempo che fa?”. Fazio, nel corso dell’intervista, dopo la battuta sulla muffa di Travaglio, ha sentito il dovere di dissociarsi. Perchè? Da quando in qua è implicito che un giornalista debba condividere le opionioni delle persona che intervista? Che senso hanno quelle prese di distanze? Poi il giorno dopo è venuta a galla la motivazione: la paura che la propria trasmissione venisse chiusa. E per questo, non ha avuto difficoltà a chiedere scusa ai telespettatori (strano, io da telespettatore lo avrei ringraziato!) per l’uso criminoso della…no non ha detto proprio così, ma insomma il concetto era quello. Ricordo ancora la sera che chiesi a Daniele Luttazzi, dopo un suo spettacolo, perchè non fosse stato invitato da Fazio, nonostante quest’ultimo avesse invitato più volte Enzo Biagi nella sua trasmissione dopo il diktat bulgaro. Mi disse senza pensarci su:” Fazio è un paraculo!”. Ed io ci rimasi male, quasi non volevo crederci…
Adesso giustamente ridice : “Ve l’avevo detto!”
Aveva ragione….
Occhio blu
Le favole a volte si avverano! Maggio 10, 2008
Gigliola Staffilani, dal piccolo paese di Martinsicuro (Teramo) al MIT di Boston!
Da piccola la famiglia non aveva intenzione di sostenerla negli studi, la povertà l’avrebbe destinata ad arrangiarsi facendo una vita anonima in fattoria, magari sposando un uomo benestante. Ma lei aveva un sogno. Una grande passione per la matematica ed un talento fuori dal comune. Grazie al fratello riuscì ad iscriversi al liceo dove divenne una vera e propria star grazie alla sua abilità a risolvere qualsiasi problema. Dopo il diploma, scalpitava, voleva l’Università, altri problemi matematici a cui dedicare il suo tempo. Ma la madre si impuntò :”Non abbiamo soldi…dovrai fare la parrucchiera!”. Ma lei la spuntò anche stavolta. Riuscì ad avere una borsa di studio all’Università di Bologna. Seguirono anni difficili, con i pochi soldi a disposizione dovette vivere fino alla Laurea in un convento di suore (ma è un destino che tocca in sorte a parecchie menti fuori dal comune, vero occhio nero ?
….)
Poi incontrò il solito americano buono che la incoraggiò a fare domanda per un dottorato a Chicago. Dopo il primo emozionante volo verso gli States scoprì che non avrebbe potuto restarci per molto. Non aveva superato il test per l’apprendimento della lingua inglese. Per così poco, direte voi…ebbene lo pensò anche lei. “Per così poco…datemi un’altra possibilità, vi dimostrerò che finchè ci saranno formule sulle lavagne io riuscirò a sopravvivere!”. Disse così. Restò per un pò, lavorò finchè potè, ma senza avere superato il test d’inglese non poteva ricevere stipendio, quindi si decise in lacrime a chiamare l’aeroporto per prenotare il biglietto d’addio al suo sogno. Una scena straziante e commovente allo stesso tempo. Lei aveva dimostrato di essere in gamba. Meritava un’altra possibilità! Era ancora al telefono, piangente, quando un professore si trovò a passare di lì…ma non era un professore qualunque, era Paul Sally, un professore leggendario. Ed un grande uomo. Le disse di riattaccare il telefono, di andare nel suo ufficio e di intascare senza fiatare un assegno da 1000 dollari. E poi dice che i miracoli….
Grazie a quei soldi riuscì ad avere la possibilità che cercava. Si diede da fare ed iniziò a farsi strada. Il suo talento e la sua caparbietà la portarono ad avere grandi riconoscimenti, a lavorare a Princeton ed attualmente al Mit di Boston, dove è l’unica professoressa di matematica pura del dipartimento (e quotidianamente imbratta lavagne e lavagne di formule incomprensibili…).
E tutti vissero felici e contenti.
Buona notte.
Liberamente (ma non troppo), tratto da questo articolo, dopo aver letto un post dell’ottimo blog di Marco Cattaneo delle Scienze.
Occhio blu
Quando si beve alle fonti sbagliate… Maggio 8, 2008
Questo bell’esempio di giornalismo spettacolo (chiamiamolo così…) dimostra che spesso i media non vagliano le fonti, che si tende a trascurare l’oscuro lavoro di verifica delle notizie e della loro attendibilità. Un’ enorme differenza rispetto a quanto avviene in ambito scientifico, come ben sappiamo…
In questo caso, pare che uno dei “geni della RAI che lavorano solo per noi” (per citare una canzone di Zero…numero scelto non a caso!), abbia tradotto dall’inglese il verbo “blast off ” con esplodere, invece che con decollare. La mia fonte è questo ottimo blog. Detto questo, la domanda è : perchè la “bibliografia” non va di moda nel giornalismo italiano? Nel caso della gaffe “cosmica” si tratta di negligenza (ovviamente), ma negli altri casi? Perchè il politico di turno può permettersi di far esplodere le sue balle senza che il giornalista fiati (tranne che in casi rarissimi)? Perchè il giornalista non ha il dovere (per contratto) di informare il pubblico che la verità, i fatti sono altri? Allora sarebbe bello che quando la malizia del trafficante di voti (chiamarlo politico forse è troppo) tende a strumentalizzare un episodio di cronaca nera (il problema della sicurezza! la piaga dell’immigrazione! Gli omicidi sono in aumento etc etc), il giornalista cominci a salire in cattedra ed a citare le sue (le nostre!) fonti ed a smentirlo, e se necessario a zittirlo…
Invece, nei salotti della Tv, si può parlare in libertà al popolo…e trasformarlo in popolo della libertà.
Un gioco di prestigio che non sarebbe avvenuto se il giornalismo avesse come aspirazione la ricerca della verità, così come l’ambiente della scienza, che raramente permette a truffatori di far decollare le proprie menzogne. Chissà, forse è una considerazione troppo semplicistica…voi che ne pensate?




