Gensil’s Weblog

Il blog con un occhio nero e l’altro blu

Epicari settembre 7, 2008

Filed under: Uncategorized — gensil @ 1:39 am

Non so nemmeno io come mi sia venuto in mente questa notte. Avrei voluto scrivere un post sulla Sardegna, terra del cuore, o sulla “prigione eterna di Asterione”, Creta. E invece, a distanza di anni, mi è venuta in mente lei, Epicari. E così ho cercato in fretta i versi. Li ho trovati. E’ stato emozionante rileggerli. Per lei, per Epicari, ma anche perchè mi sono rimbombate nella testa le parole del caro Professor Pasquale Cervo, quando ce li leggeva, con gli occhi azzurri, piccoli e commossi.

Tacito, Annales, Liber XV, 57

La fine di Epicari

E nel frattempo Nerone, quando si ricordò che Epicari veniva tenuta in prigione per l’accusa di Valerio Proculo e pensò che il corpo di una donna non sapesse sopportare bene il dolore, ordinò di torturarla. Ma nè le percosse, nè i ferri roventi, nè l’ira dei torturatori, che si incrudelivano ancor di più, per non essere disprezzati da una donna, riuscirono a convincerla a smettere di negare le accuse che le venivano rivolte. così il primo giorno di interrogatorio passò senza risultati. Il giorno dopo, mentre veniva portata su una portantina- infatti non era in grado di reggersi in piedi, con gli arti spezzati – alle solite torture, mise il collo dentro il cerchio della fascia che si era levata dal petto, dopo averlo stretto come un laccio alla spalliera della sedia e, sforzandosi col peso del corpo con quel poco di vita che le rimaneva, morì, proteggendo, lei, donna schiava affrancata, con un esempio davvero illustre in una situazione così importante, uomini estranei e pressochè sconosciuti, mentre uomini liberi, cavalieri e senatori romani, non ancora toccati dalle torture, tradivano ciascuno i propri parenti più cari.

Testo originale

LVII. Atque interim Nero recordatus Volusii Proculi indicio Epicharin attineri ratusque muliebre corpus impar dolori tormentis dilacemri iubet. At illam non uerbera, non ignes, non ira eo acrius torquentium ne a femina spemerentur, peruicere quin obiecta denegaret. Sic primus quaestionis dies contemptus. Postero cum ad eosdem cruciatus retraheretur gestamine sellae ( nam dissolutis membris insistere nequibat ), uinclo fasciae, quam pectori detraxerat, in modum laquei ad arcum sellae restricto indidit ceruicem et corporis pondere conisa tenuem iam spiritum expressit, clariore exemplo libertina mulier in tanta necessitate alienos ac prope ignotos protegendo, cum ingenui et uiri et equites Romani senatoresque intacti tormentis carissima suorum quisque pignorum proderent.

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6 Responses to “Epicari”

  1. Maria Grazia Says:

    Non conoscevo la storia di Epicari. Le donne…tanto coraggio in alcune e tanta, troppa viltà in altre, da far credere che siano troppo spesso solo corpi in mostra da svendere…
    troveremo un giorno strategie più semplici e solidali?
    I hope…
    Ciao!

  2. Gennaro Says:

    Solo ora, un sms arrivato in grande ritardo mi fa capire il senso di questo post. Quindi solo il tempo può darci il senso delle cose…occorre solo avere pazienza. Magari ardente. Fai tu.
    Il solito cacio.

  3. ale Says:

    è un caso o cosa? leggo il nome di pasquale cervo oggi,nel giorno in cui è stato tumulato.ed è bello pensare che ha fatto vibrare gli animi di tanti,pur seduti nei banchi,che a distanza di tempo lo ricordano ancora.con affetto a chi lo ha amato

  4. ale Says:

    leggo ora questo blog ,oggi che il prof cervo è stato tumulato lasciando un vuoto immenso per una prematura e imprevista dipartita. è bello però sapere che gli animi di quanti lo hanno conosciuto ed hanno vibrato sentendolo leggere versi,ancora a distanza di tempo provino emozioni e a lui pensino. VIVRà PER SEMPRE IN NOI

  5. gensil Says:

    Leggo ora, attonita, di questa notizia. Troppo stravolta e addolorata per dire qualcosa.

    gensil

  6. […] ho saputo che è morto Pasquale Cervo. Ho avuto la fortuna di conoscerlo attraverso i ricordi di una sua allieva, che lo amava come si può amare un padre. Da lei ho imparato che è stato uno […]


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